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"La Serva Padrona" e "Livietta e Tracollo" di Giovan Battista Pergolesi al Teatro Romano.
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Due perle del Settecento Napoletano dirette dal M° G. Bonolis e con la Regia di Luca Verdone.
Biglietto intero 10 €
Biglietto Ridotto 8 € |
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I Due intermezzi più celebri del Compositore capostipite della scuola napoletana diretti in maniera egregia dal direttore Gariele Bonolis e conla regia del grande Luca Verdone.
LIVIETTA e TRACOLLO
Tradita e derubata da Tracollo, Livietta si traveste da uomo e con l’aiuto dell’amica Fulvia si prepara a tendere una trappola all’uomo. Tracollo, travestito da vedova polacca incinta, entra insieme a Faccenda e subito nota le due persone che fingono di dormire ed i loro gioielli. Riesce a prenderli, ma Livietta finge di destarsi e comincia a parlare in un francese approssimativo con Tracollo, che dichiara chiamarsi Baldracca. Di lì a poco Tracollo capisce di trovarsi in brutte acque: prima dichiara di non poter essere toccato in quanto contemporaneamente incinta e vergine, poi prova a fuggire ma ne è impedito dalla propria pancia e dalla stupidità di Faccenda.
Prova allora a impietosire Livietta, ma la donna non vuole sentire ragioni. Tracollo le chiede se davvero vuole che lui muoia “qual strozzato pollastrello”, ma alla fine riesce fortunosamente a fuggire.
Ritroviamo Tracollo travestito da indovino nell’atto di divinare i cieli. E’ lui stesso che dice che solo in quel modo e fingendosi pazzo è riuscito a scampare alla morte. Vede in lontananza arrivare Livietta e medita di tenderle un tranello.
Livietta lo riconosce però subito ed allora Tracollo finge di essere il suo stesso fantasma, venuto per vendicarsi di
Livietta che lo ha ucciso. Livietta sta al gioco e finge a sua volta di morire.
Tracollo, pur non essendo certo che lei non lo stia ingannando, è però molto dispiaciuto per la sua morte.
Quando Livietta si riprende, Tracollo le dichiara il suo amore.
Anche Livietta in fondo gli vuole bene ed i due si sposano.
LA SERVA PADRONA
Uberto, ricco e nobile napoletano, è adirato per la stupidità del servo Vespone e per il comportamento della serva Serpina. La giovane da un po’ di tempo mostra chiare intenzioni di voler sposare il padrone e si comporta già come fosse padrona lei stessa, rifiutandosi di svolgere le normali faccende domestiche.
Dopo l’ennesimo litigio, Uberto decide di fingere di prendere moglie, in modo che Serpina si metta l’animo in pace. Serpina afferma allora che sarà proprio lei a sposarlo.
Uscito Uberto, Serpina convince Vespone ad aiutarla: lei dirà al padrone che - data la situazione - ha deciso di sposarsi ed anzi ha già trovato marito. Finge però di essere molto triste a lasciare il padrone il quale, messo di fronte a questa situazione inaspettata, si rende conto di amare Serpina. Non riesce però a convincersi di sposarla lui stesso in quanto la differenza di natali – lui nobile, lei serva - sarebbe troppo grande.
All’arrivo di Serpina con Vespone travestito da Capitano, minacciosissimo, Uberto mostra un certo imbarazzo. Serpina afferma che il Capitano ha deciso sposarla subito e che sta solo aspettando la dote; Uberto rifiuta di concederla ed è allora minacciato di morte dal Capitano stesso. A meno che, aggiunge Serpina, non sia il padrone stesso a sposarla. Nuovo rifiuto di Uberto, nuova minaccia del capitano a cui Uberto non può che cedere a malincuore.
Ma in realtà è contento di sposare Serpina, e la vicenda si conclude felicemente.
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